Gaetano Pesce “Il tempo delle diversità”

La grande seduta

La grande seduta

Il museo MAXXI di Roma dedica a Gaetano Pesce, designer, architetto, artista italiano di fama internazionale, una grande retrospettiva, che ne ripercorre il percorso creativo dalle origini alle ultime ricerche.

dal 26 giugno al 5 ottobre 2014

Sulla Piazza del MAXXI campeggia la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata da Gaetano Pesce nel 1969 per denunciare la condizione femminile. La grande seduta, nota anche come Donna e anche Mamma, concentra molti dei temi ricorrenti nella produzione dell’autore come il legame con il corpo e l’aspetto performativo.

Categorie:Pubblicazioni

Arte, il Miart decolla per l’Europa

Articolo da WIRED

Dal 5 al 7 aprile edizione della maturità per la rassegna milanese dedicata alla creatività moderna e contemporanea: 5.500 metri quadrati fra opere, artisti, talk e confronti generazionali.

Quattro sezioni che ospiteranno 140 gallerie. Torna dal 5 al 7 aprile Miart, la fiera dell’arte moderna contemporanea di Milano, al padiglione 3 di Fieramilanocity. È il compleanno più importante per l’evento organizzato da Fiera Milano e diretto da Vincenzo de Bellis: diciottesima edizione che proietta l’appuntamento meneghino fra i principali del calendario europeo dedicato alla creatività. Oltre la metà degli espositori, coi loro carichi di opere e artisti da ogni parte del mondo, viene infatti da 15 Paesi esteri. E quasi altrettanti partecipano inoltre per la prima volta alla kermesse lombarda, che punta così ad appaiarsi alle più blasonate Artefiera bolognese e Artissima torinese o alla più recente ma vivacissima The road, a Roma. Solo per rimanere alle concorrenti nazionali.

Established, Emergent, THENow e Object le quattro grandi aree di Miart 2013, che si aprirà con l’anteprima e inaugurazione in programma nella serata del 4 aprile. Le prime due confermate dalle scorse edizioni ma ricalibrate nei parametri e le seconde due nuove di zecca: THENow è una sezione su invito che mette a confronto nove coppie di artisti di generazioni diverse, uno storicizzato e un giovane. Per capire due universi che si confrontano. Object, invece, è una sezione dedicata al design inteso come opera d’arte. Al contrario, in Established finiranno le gallerie internazionali d’arte moderna e contemporanea selezionate dal comitato del Miart – da Cardi Black Box di Milano alla Elastic di Malmö passando, fra le tante, per la Laura Bartlett di Londra, la Alex Zachary Peter Currie di New York o la Mazzoleni di Torino – mentre Emergent, curata da Andrew Bonacina dell’International project space di Birmingham, è riservata ai centri d’avanguardia sbocciati dopo il 2007.

5.500 metri quadrati dell’allestimento, firmato dall’architetto Martino Berghinz e pensato per differenziare chiaramente, senza escludere, le varie parti della rassegna in un gioco di volumi, di pieni e di vuoti, vedranno inoltre alternarsi diverse iniziative parallele. Anzitutto i Miartalks, una piattaforma per conferenze, conversazioni e interviste con 25 relatori come Chus Martínez, Chief curator El Museo del Barrio di New York, Paola Antonelli, Senior curator architecture & design del Moma e Penelope Curtis, a capo della Tate di Londra. Non mancheranno ovviamente gli artisti. Fra i più celebri Carsten Höller, Simon Starling e Goshka Macuga. Ricco anche il programma esterno all’area fieristica, in cui spicca la collaborazione serale con la Fondazione Nicola Trussardi al teatro Arsenale battezzata Liberi tutti (da non perdere il live dei dissacranti Gelitin il 3 aprile) o con le sedi pubbliche e private che si uniscono agli eventi del programma. Dal Pac alla Galleria d’arte moderna passando per il Museo del Novecento, Palazzo Reale e ancora la Fondazione Prada e l’Hangar Bicocca. Per il design non potevano mancare la Triennale, la Fondazione Castiglioni e la Portaluppi, che presentano le loro mostre ed eventi speciali in concomitanza alla fiera. Non solo comprare e vendere, insomma, ma anche capire il presente e immaginare il futuro grazie all’arte.

Al-via-il-MiArt-la-fiera-dell-arte-moderna-e-contemporanea_h_partb

Categorie:Pubblicazioni

BORDERLINE. Artisti tra normalità e follia.

Da Bosch a Dalì, dall’Art brut a Basquiat

Mar, Museo d’Arte della città di Ravenna

fino al 16 giugno 2013

Un tema e un filone particolare per questa mostra allestita a Ravenna, che con oltre duecento opere, da spazio a quegli artisti al confine tra il disagio e la  follia creativa.

Tra questi molti grandi come Bosch, Goya, Van Gogh, Dubuffet, Dalì, Klee, Basquiat Ligabue.

143

Antonio Ligabue, AUTORITRATTO (1954) Il pittore fu a lungo ricoverato in manicomio

Antonio Ligabue, AUTORITRATTO (1954) Il pittore fu a lungo ricoverato in manicomio

LEONARDO3 IL MONDO DI LEONARDO

Piazza della Scala – Ingresso Galleria Vittorio Emanuele II Milano
Fino al 31 luglio 2013
Una grande mostra dal carattere educativo con alcune aree particolarmente rivolte ai giovanissimi.Grazie a importanti interventi interattivi multimediali si potrà conoscere Leonardo ingegnere oltre che artista

. Sulla base dei suoi manoscritti sono state ricreate alcuni dei suoi geniali progetti tra cui l’automobile robot, il leone meccanico e la macchina del tempo.
Si potrà sfogliare virtualmente il Codice Atlantico in edizione completa e ammirare in anteprima i restauri dei suoi dipinti.

1-Leonardo3---Cenacolo-Differenza-1500_640

14659-leo3

 

Categorie:Mostre Tag:,

Pietro Bembo e l’invenzione del rinascimento

Padova, Palazzo del Monte di Pietà, fino al 19 maggio

http://www.mostrabembo.it

Padova rende omaggio al suo cittadino illustre Pietro Bembo che nella sua casa di Padova riunì splendide opere d’arte, che ora sono eccezionalmente in mostra per la prima volta. Tra queste si trovano capolavori come il San Sebastiano di Andrea Mantegnna, il Ritratto di uomo con libro verde attribuito a Giorgione, Il Ritratto di due uomini di Raffaella un ritratto di Elisabetta Gonzaga firmato da Raffaello, un disegno di Michelangelo raffigurante Cristo in croce, una Madonna col Bambino entro un paesaggio di Giovanni Bellini, un Laocoonte bronzeo del Sansovino, una Piccola Sacra Famiglia di Raffaello e Giulio Romano (dal Louvre) e un Cristo portacroce di Sebastiano Del Piombo (dal Museo del Prado) e molti altri.

Ma nelle undici sale della mostra si vuole soprattutto celebrare e conoscere questo personaggio che visse i suoi tempi da vero protagonista e da rivoluzionario.

Inventò il libro tascabile e malgrado questi libri fossero oggetti preziosi, raffinati e  venduti a caro prezzo, grazie a Bembo, i testi classici uscirono dai grandi tomi e dalle aule universitarie dove venivano declamati ad alta voce, per poter essere letti da ciascuno.

Fu un grande mecenate, letterato e autore della prima grammatica della lingua italiana.

Doppioritratto, attribuito al Giorgione (1502 circa) custodito nel Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma

Doppioritratto, attribuito al Giorgione (1502 circa) custodito nel Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma

Manet ritorna a Venezia in una mostra da non perdere

La Fondazione Musei Civici di Venezia ospiterà dal 24 aprile, nelle monumentali sale di Palazzo Ducale“Manet. Ritorno a Venezia”. L’esposizione, progettata con la collaborazione speciale del Musée d’Orsay, intende approfondire i modelli culturali che ispirarono il giovane Manet che, come ben si sa, studiò con passione sia l’arte spagnola che quella italiana, in particolare quella del Rinascimento veneto. La mostra, curata da Stéphane Guégan, con la direzione scientifica di Guy Cogeval e Gabriella Belli, mette dunque in luce il rapporto del pittore con l’Italia e con Venezia. Una grande mostra di respiro internazionale da non perdere assolutamente!

Manet

Ragioniamo sulla Costituzione???

Lo propone la mostra Articolo 21, organizzata dalla fondazione Ciceri Losi presso la Torre viscontea di Lecco. La mostra è la terza tappa di un trilogia di collettive d’arte contemporanea dedicate alla Costituzione italiana. Le prime due riguardavano l’articolo 11 e l’

Articolo21

articolo 4. Ora si passa all’articolo 21, uno dei passaggi più importanti e delicati della nostra Costituzione, quello che certifica la libertà di espressione, di opinione e di stampa.
Come per le scorse edizioni, gli artisti sono stati scelti in virtù della pregnanza del loro linguaggio in relazione al tema affrontato. Si va da artisti già ben affermati ad artisti giovanissimi, in un’interessante molteplicità di linguaggi spesso poco tradizionali, ma tutti efficaci.
Si comincia con un’installazione molto suggestiva di Vittorio Comi, che usa il suo materiale d’elezione – l’erba – per un’opera d’arte vivente, in costante mutazione. Poche immagini sanno evocare l’idea di libertà come quella porzione di erba che cresce dietro a grosse sbarre di ferro. Nonostante tutto: cresce. Il senso più profondo della libertà e il suo straordinario potere. La libertà è un’idea dirompente, una volontà inarginabile, uno strumento straordinario che l’uomo spesso non sa sfruttare adeguatamente. Lo stesso Comi propone anche un’installazione-performance di sicuro effetto, realizzata con un materiale ben poco consueto: i capelli. La discussione è aperta anche su una delle forme d’arte più dibattute degli ultimi anni: il writing. Abbiamo invitato Imen, straordinario artista di strada, writer d

i Sesto San Giovanni, ottimo esempio di un linguaggio veramente libero e impossibile da ingabbiare, simbolo per eccellenza della voglia di espressione e di manifestazione del sé delle nuove generazioni. Il giovanissimo Fabio Eracle Dartizio è presente con un’installazione che richiede il coinvolgimento diretto del fruitore. Entrando in una piccola tenda da campeggio, il visitatore scoprirà il mondo privato dell’artista, sfogliando i taccuini sui quali Fabio, con mano felicissima e segno grafico davvero notevole, annota i propri pensieri, le proprie paure, i propri desideri. In assoluta libertà. Sono libri, ma non si possono leggere, anche quelli di Lorenzo Perrone e Matthias Langer. I primi coperti di gesso bianco, presenze discrete ma portatrici di concetti forti, inquieti omaggi a chi per la libertà ha dato la vita o è pronto a darla; i secondi eleganti e sfuggenti, spettrali apparizioni che evocano mondi altri, con un’assordante eco di voci lontane. Porta in sé lugubri memorie che si perdono nella storia dell’umanità anche l’installazione di Elena Carozzi, doloroso ricor

do dei roghi di libri nazisti, come simbolo supremo di una libertà violentata e mortalmente ferita. Roghi che, ricordiamolo una volta di più, non bruciavano solo libri ma anche opere d’arte. Se la parola scritta è certamente il simbolo più forte della libertà d’espressione, anche l’arte può essere un veicolo efficace. Per questo abbiamo scelto di esporre due opere sul tema firmate da un Alessandro Savelli inedito, lontano, per una volta, dalla tecnica con cui suole esprimersi: la pittura. Ma in una mostra sulla libertà era inevitabile affrontare il problema del suo rapporto con i mezzi di comunicazione. Abbiamo scelto i giornali e abbiamo voluto suggerire un dibattito senza affrontare l’argomento di petto, senza avanzare accuse o voler fare, in qualche modo, polemica o politica. Per questo abbiamo seguito la via della grazia e d

ella poesia – con i giornali che volano, che scappano o che aggrediscono, tramutati per incanto in animali dalle abili mani della giovanissima Alice Zanin – e quella dell’ironia, con l’installazione, tanto sarcastica quanto inquietante, di Anna Turina. Ad accompagnare i nove artisti in mostra una decima presenza: un vero e proprio omaggio a una realtà tutta da scoprire, quella della casa editrice boliviana Yerba Mala Cartonera. Piccole opere d’arte che ci ricordano che la libertà non va solo declamata, ma anche nutrita, aiutata, diffusa e difesa a tutti i costi.
L’ingresso è gratuito. La mostra durerà fino al 7 aprile ed è aperta dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 e il sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00. Chiusa a Pasqua.

Categorie:Pubblicazioni